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| Off Topic per eccellenza!!! Questa è una discussione riguardante l'inverno londinese all'interno di Discussioni Off Topic: La neve gravava sugli scricchiolanti rami degli alberi di Hyde Park, la coperta di ghiaccio sul Tamigi era così spessa ... |
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| l'inverno londinese La neve gravava sugli scricchiolanti rami degli alberi di Hyde Park, la coperta di ghiaccio sul Tamigi era così spessa che il fiume poteva essere attraversato a piedi e tra le vie della città spirava una gelida brezza, che nessuno osava sfidare uscendo dalla propria abitazione neanche con il cappotto più pesante; sembrava che quel dì dell'inverno del 2005 la città fosse morta sotto il lento fioccare della neve. Ma Londra non era completamente silenziosa, in una strada nei pressi di Tower Bridge qualcuno stava correndo affannosamente, voltandosi spesso per vedere se il suo inseguitore fosse sempre alle proprie spalle, era terrorizzato il Bianconiglio... temeva che il tempo l'avrebbe raggiunto, pensò quindi di nascondersi sperando che il tempo non l'avrebbe scovato. Giunse al cancello di una villa, era aperto, il Bianconiglio entrò, arrivato davanti alla porta d'entrata suonò il campanello sul quale v'era scritto "signor Socrate & famiglia". Alla porta lo accolse un uomo anziano, con barba che raggiungeva il petto, sguardo caldo e naso aquilino, era vestito di una lunga tunica bianca: era Socrate. -Salve signor coniglio, mi stava cercando? -in verità sono capitato qui per caso, potrei entrare? -certo che può entrare signor coniglio, ma mi dica, perchè qui a Londra chiede di essere ospitato nella dimora di uno sconosciuto?Non sa che a queste latitudini la gente è molto chiusa? -in realtà, signor Socrate, non conosco nessuno a Londra, vorrei solo trovare riparo dal freddo. -ah, e che definizione mi da lei di freddo? -forse... potrebbe essere la mancanza di caldo, sì... mi sembra una definizione adeguata. -Non direi, lei converrà con me che non si può defire un concetto attraverso l' utilizzo di quello stesso concetto, mi segua... se io voglio spiegare che cos'è la luce non posso certo affermare "la luce è la luce" perchè tale definizione non ci suggerisce nulla di nuovo sul concetto di luce, giusto? -giustissimo -allo stesso modo il buio ha come sinonimo non-luce e definire la luce come opposto di buio sarebbe uguale a dire "la luce è l'opposto di non-luce". Non crede di essere incorso nello stesso errore nel definire il freddo non-caldo? -in effetti è vero, ho sbagliato. -dunque, signor coniglio, lei ha percorso chissà quali strade in balia della neve e del ghiaccio, la sua unica ossessione è stato per chissà quanto tempo il freddo e ora, alla domanda di definirlo, lei non riesce a spiegarne il significato? -è così, signor Socrate. -eppure mi pare strano... non pensa che se qualcosa ci preoccupa, noi dovremmo sapere che cos'è? Altrimenti come faremmo ad aver timore di qualcosa se non sapessimo che cos'è a far scaturire in noi il timore? -è vero, lo ammetto, non c'entra il freddo, stavo cercando un nascondiglio nel quale rifugiarmi dal tempo. -bene... entri pure signor coniglio, continueremo a discutere in casa, entri... prego. Il coniglio entrò nella dimora di Socrate, gli venne incontro la moglie del filosofo, Santippe, che gli offrì da mangiare e da bere; dopo che si fu ristorato si diresse in sala, dove Socrate, in silenzio di fronte al fuoco acceso nel camino lo stava aspettando.Il coniglio entrò nella stanza e si rivolse al filosofo. -eccoci di nuovo qua a parlare... però stavolta non sarò così maleducato come in precedenza da non dire chi sono, mi presento, sono il Bianconiglio. -piacere, ma per comodità la chiamerò Bianco. -va bene, non c'è nessun problema. I due dialogarono per ore finchè giunse la sera e Socrate si decise ad intavolare il discorso più importante. Questo era un pregio di Socrate, speva sempre aspettare ed al momento giusto proporre il discorso che riteneva più interessante. -mi dica Bianco, ha mai pensato ad un asino che vola? -perchè mi chiede questo? -lei risponda, capirà in seguito. -sì, ho già pensato a un asino che si libra a mezz'aria. -ma spero che sia a conoscenza del fatto che non esiste una creatura del genere. -sì... questo lo so. -allora noi possiamo pensare a qualcosa che non esiste. -mi pare ovvio, signor Socrate. -ora risponda a questa domanda: ha mai assaggiato il pane alle olive. -sì, ho avuto modo di assaggiarlo, anche se è da un po' che non lo mangio. -chi le dice che il gusto che ha sentito era vero? -non saprei... mi sembra ovvio che non sia un frutto della mia immaginazione. -ma è stato lei stesso, signor Bianco, ad affermare che possiamo penare a qualcosa che non esiste. -è vero... l'ho ammesso poco fa. -e il gustare del buon pane alle olive non corrisponde forse al pensare di gustarlo? -può essere, in effetti. -ora... mi ricordo che prima ha chiesto ospitalità in casa mia perchè stava fuggendo dal tempo, vero? -sì, è così. -ma non le è mai venuto in mente che quel tempo che la insegue potrebbe essere solo una sua idea? -forse ha ragione, signor Socrate ma ci sono possibilità che abbia anche torto. -questo è vero ma in fondo noi viviamo come vogliamo vivere perchè per fortuna siamo creature libere... perciò non imorta in fondo se il tempo esiste o no, importa piuttosto se noi decidiamo di credere che ci sia o non ci sia un tempo che passa; io potrei vivere credendo che il pane alle olive che mangio me lo sto immaginando mentre un asino che vola da qualche parte nel mondo c'è, ma il risultato sarebbe il disgusto di mangiare pane e la paura di montare su di un asino: perciò mi conviene credere al contrario. Perciò non abbia timore riguardo al tempo. -mi ha illuminato, signor Socrate. Grazie -lasci perdere i ringraziamenti e le illuminazioni: anzi spegnamo le luci che è tardi ed è ora di andare a dormire. Rimanga qui stanotte, le faccio preparare una stanza da mia moglie, ci saluteremo domattina. -allora buona notte -buona notte. Dopo una nottata tranquilla venne il giorno e fu il momento dei saluti. Il Bianconiglio prese i suoi bagagli da viaggio e si reimmerse nelle strade della città che ancora non si era risvegliata.Era affascinante, Londra, in quell'atmosfera natalizia: ovunque si poteva osservare un albero addobbato a festa o si potevano ammirare lo vetrine dei negozi decorate con srisce d'argento o con polveri dorate. Il Bianconiglio si rese conto che per la prima volta si era fermato per gustarsi un momento di vita nello stupirsi di quanto potesse essere bella una città. Non l'aveva mai fatto prima di incontrare Socrate. Il Bianconiglio quindi, ancora rimase fermo, volse lo sguardo verso Tower Bridge, che era alle sue spalle, e vide che il tempo non lo stava inseguendo. |
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per parlare di certi temi (come quello del rapporto uomo-tempo) ed essere capiti da tutti occorre ricorrere ad anologie e metafore altrimenti nessuno capirebbe niente... |
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