| Dopo aver vinto (sempre trassando, è chiaro) altri 15.249 duelli contro Seto, che non la tiene mai, il nostro Apprendista Stregone Topoli... no, ho sbagliato. Il nostro Apprendista Faraone Yami Yugi viene a sapere dell'esistenza delle carte delle Divinità Egizie. Nonostante un banbino niubbo-ma-non-troppo gli abbia spiegato che non sono giocabili e che escono con un videogame, Yugi si reca comunque in Egitto per prendere il sol... ehm, cercare le carte delle Divinità Egizie. Il nostro Yugi, non avendole trovate, le disegna lui stesso, ma nessuno le prende per buone. Allora una tipa buffa mai vista prima, che dice di essere la protettrice della dinastia del Faraone, gliene regala una, la più fuffosa, cioè Slifer drago del Cielo. Sempre lì, mentre profanava la tomba di Tutankamon in cerca di oggetti preziosi da rivendere al mercato nero, incontra Marik, un altro patetico sborone che possiede il Drago Alato di Ra. La terza divinità egizia è in mano a Seto Kaiba, il quale è talmente patetico (v. Sindrome di Vegeta) che eviteremo di nominarlo. Qui di seguito riportiamo l'epica sfida tra Yugi e Marik, riportata anche da "L'Eneide", "I Tre Mochettieri" e l'ultimo numero di "Eva 3000": Marik: Yami Yugi, ti sfido a Duello! Yugi: Perchè dovrei accettare? Marik: Perchè sennò la puntata finisce subito e non abbiamo che caspio fare. Yugi: Motivo più che valido. Marik: Duelliamo! Marik: Inizio io! Yugi: Perchè? Marik: Ok, lanciamo un dado. Pari o dispari? Yugi: Pari. Marik: 4. E' dispari, inizio io. Yugi: Uffa. Marik: Attivo il potentissimo Sigillo di Orikalcos! Yugi: Ma è una stella a cinque punte! E' un simbolo satanico! Censuriamolo! Marik: Non rompere. Basta la UDE. Yugi: Ok, scusa. Che razzo fa quel coso? Marik: Nulla di speciale. L'anima del perdente sarà confinata nel Regno delle Ombre Yugi: Cioè? Marik: Un luogo bruttobruttobrutto dove ci sono dei demoni travestiti da carte che ti frustano, ti scuoiano e ti fanno rotolare nel sale per l'eternità. Yugi: Vabbè, che vuoi che sia. Marik: E' un luogo oscuro, dove non esiste la felicità! Yugi: Sai che roba. Marik: Ti fanno ascoltare tutto il giorno DJ Francesco! Yugi: Noooo! Non posso permettermi di perdere. Yugi: Duelliamo! Marik: Abbiamo già iniziato. Yugi: Ah, si. Ero distratto. Marik: Io evoco questo mostrone grosso e cattivo del quale non mi viene il nome e passo. Yugi: E' un Gigobyte. Marik: Quello lì. Yugi: E' il mio turno! *pesca 1 sola carta. ma non dal mazzo* Yugi: Ah-ah! Evoco Mago Nero! Attacca, mio devastante amico! Marik: Aaaaah!! *perde 2500 LP mentre soffre in modo atroce pur essendo stato colpito da un ologramma* Yugi: Posiziono una carta coperta e termino il mio turno! *setta Cambiare Idea* Marik: Tocca a me! Marik: Pescoevocoquestochemifaevocarequestaltrochemifagio carequestaltroancoraeinfinetributoedevoco il Drago Alato di Ra! Ora pago tutti i miei LP eccetto uno! Il mio Drago Alato di Ra ha 1.597.639 punti di attacco! Inoltre non può essere designato da carte mostro, magia e trappola! Yugi: *Oh-oh* Oh-oh: *emette strano verso* Yugi: Ebbasta Pokèmon! Marik: Sono d'accordo. Dicevamo? Marik: Ah, si. Drago Alato di Ra, attacca il Mago Nero! Yugi: *sostituisce la carta posizionata con una presa dal portafogli* Yugi: Ah-ah! Sei caduto nella mia trappola! Visto che ho un Mago Nero posso attivare il Cilindro Magico! Marik: Che fa? Yugi: Annullo il tuo attacco, e tu ricevi danni pari all'ATK del tuo mostro! Marik: Ma il Drago Alato di Ra non può essere designato! Yugi: Il Cilindro non designa. Marik: Sicuro?
Certo. Marik: Io chiamo il Judge. Marik: JUDGE!! Judge lv4: si? Marik: Cilindro designa? Judge lv4: Ma certo che *Yugi allunga bustarella ben farcita*, ehm, che non designa! Marik: Ma come! Judge lv4: Ne vuoi sapere più di me? Marik: Ma io... Yugi: Rassegnati Marik. Hai perso. Sparisci nel Regno delle Ombre! Marik: Nooo!! DJ Francesco Nooo!!! Marik: Aaaaaaah Yugi: Povero babbeo *intasca Drago Alato di Ra con nonchalance*. Judge lv4: *conta soddisfatto i soldi datigli da Yugi* Yugi: Anche questa è fatta. Eh, quando uno è bravo...
Quando e se ne ho voglia, vedremo all'opera Joey. Forse. |